Al Festival della bellezza 21 incontri per 20 relatori

Si sta svolgendo in questi giorni a Verona (28 Agosto-19 Settembre) il Festival della bellezza che prevede ventidue incontri, nelle bellissime cornici del Teatro Romano e dell’Arena. Il tema di quest’anno è Eros e bellezza e ad annunciarlo sta l’immagine, realizzata dall’artista digitale Maggie Taylor, di una bambina che tiene in mano un fiore, il corpo circondato da api che la ricoprono come un vestito. “Girl in a bee dress,” “ragazza con un vestito di api”, è infatti il titolo dell’immagine. Verrebbe da dire che l’immagine scelta per presentare il festival della bellezza è molto appropriata.
Non tanto perché si scelga una bambina per rappresentare la bellezza e l’eros (almeno così speriamo), ma perché le api richiamano il fastidioso ronzio che questo festival continua a procurare, ormai da anni, a chi abbia un minimo senso della decenza.

Ventuno di questi incontri prevedono solo relatori maschili. Solo uno, quello iniziale, ha avuto come protagonista l’attrice Jasmine Trinca.

Il ronzio fastidioso ha a che fare innanzitutto con il fatto — purtroppo molto diffuso — che ancora e sempre, in Italia, si organizzano eventi pubblici senza alcuna attenzione alla parità di genere. Il punto però non è solo questo.

È presumibile che i molti signori del sapere, dell’arte, della letteratura, che hanno parlato e parleranno di eros e di bellezza, dicano anche qualcosa sulle donne. Già immaginiamo come si sprecheranno i riferimenti a Emma Bovary, Anna Karenina, alle donne di Klimt e di Toulouse-Lautrec, (così recita la presentazione nella brochure on-line: “ci si muove per saloni da ballo, divani e café-concert, tra paillettes, baci e toilettes, nel ‘migliore dei demi-monde possibili’”), a Beatrice, in attesa dell’anno di Dante che a Verona dimorò, e all’immancabile Giulietta, icona veronese dell’amore. Ah, di certo non mancherà Rossana, amore impossibile di Cyrano, e poi Elena di Troia…

Nessuna voce femminile è autorevole abbastanza per parlare di bellezza e di eros, di desiderio e di piacere?
Le donne possono solo comparire come icone fanciullesche, come bambine?

Questo articolo è stato pubblicato sulla 27ora, blog del Corriere della sera da Adriana Cavarero e Olivia Guaraldo

* Adriana Cavarero, filosofa italiana, teorica di un pensiero della differenza definitivamente calato nella dimensione corporea dell’esistenza, ha sviluppato il tema dell’identità del Sé e della sua strutturazione nelle dinamiche interpersonali. * Olivia Guaraldo, docente Filosofia politica all’Università di Verona, il l suo lavoro di ricerca è incentrato sull’analisi critica delle categorie della modernità (individuo, sovranità, Stato, cittadinanza) alla luce della riflessione contemporanea sulla democrazia, in una prospettiva globale ed europea

Centro di studi politici Hannah Arendt, Dipartimento di Scienze Umane, Università di Verona

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